Polizze di diritto estero e pianificazione patrimoniale

Le polizze estere utilizzate singolarmente o combiante con altri strumenti giuridici possono

realizzare una sana e trasparente pianificazione patrimoniale

Un nuovo segmento del mercato assicurativo, quello delle polizze unit linked di diritto estero, è in grado di soddisfare le esigenze della clientela che ricerca una maggiore personalizzazione del servizio assicurativo.


In particolare si coniugano i vantaggi della polizza assicurativa con l’esigenza di riservatezza della clientela. Qualora, infatti, il contratto assicurativo sia concluso tramite un intermediario italiano oppure intestato ad una fiduciaria non sarà necessaria la compilazione del quadro RW, alleggerendo il contribuente di incombenti di natura fiscale.


Né tantomeno il contribuente dovrà dichiarare il rendimento della polizza poiché, fino al momento del riscatto, i proventi non vengono percepiti. Infatti, ai fini civilistici, il contratto

di assicurazione comporta lo spossessamento del patrimonio da parte del contraente.


Ai fini tributari, dunque, i redditi corrisposti in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione costituiscono reddito di capitale per la parte corrispondente alla differenza tra l’ammontare percepito e quello dei premi pagati.


Pertanto un contratto di assicurazione sulla vita o di capitalizzazione non è produttivo di reddito sino alla decisione del sottoscrittore di procedere al riscatto, totale o parziale della posizione. In tal caso, costituisce reddito il differenziale tra quanto versato e quanto effettivamente percepito: pertanto, per il contraente persona fisica il momento della tassazione è strutturalmente differito fino all’effettivo incasso dei proventi (Tax deferral).


Nel caso delle polizze di diritto estere, in particolare quelle negoziate in Lussemburgo, il contratto assicurativo assume la tipologia del premio unico di durata pluriennale o a vita intera, che si realizza mediante la creazione di un portafoglio dedicato presso una banca depositaria (che potrà essere anche in un diverso Stato) con al proprio interno investimenti in titoli azionari, obbligazioni, hedge fund, fondi di private equity ma anche quote societarie o immobili.

Sotto questo profilo la polizza estera ad architettura aperta è uno strumento flessibile per la pianificazione patrimoniale che permette di investire i premi assicurativi (ovvero il capitale che si intende conferire) in tutti gli attivi consentiti dalla normativa lussemburghese (anche strumenti finanziari non armonizzati) e garantire ai beneficiari la corresponsione del capitale in totale esenzione da ogni imposta di successione.


Inoltre la polizza assicurativa di diritto estero permette il differimento del prelievo fiscale al momento del riscatto o al momento della morte dell’assicurato, con la conseguenza che la

quota che sarebbe stata destinata annualmente al pagamento delle imposte continuerà invece a fare cumulo con il capitale generando ulteriori profitti.


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